Il
Comune di Ussita ha una sua piccola storia nel settore dell’energia elettrica.
Già nel 1928 venne realizzata per interessamento del Cardinale Pietro Gasparri,
il più illustre figlio di questa terra, un prima centralina elettrica in
località Vallazza.
Questa
turbina è oggi ancora esistente nel fabbricato di fronte alla Casa di Riposo.
Il fabbricato poi ampliato con altro di grandi dimensioni, oggi costituisce la
cabina di arrivo della rete elettrica di collegamento a Visso e da qui partono
le linee per le varie frazioni ed abitati di tutto il Comune.
La
prima centralina veniva alimentata con l’acqua del torrente Ussita tramite un
canale a deflusso continuo con un salto di soli 4 metri. Successivamente venne
creato poco sopra un piccolo bacino con uno sbarramento in cemento che
consentiva di accumulare acqua durante la notte per produrre durante il giorno.
Il salto però rimaneva molto limitato.
In
una seconda fase rimaneva la stessa turbina ma l’acqua veniva prelevata più a
monte con un canale orizzontale che partiva davanti all’attuale stabilimento
dell’acqua minerale Roana e la convogliava in una vasca posta sopra l’edificio
della centrale in località La Coppara. Da qui l’acqua veniva immersa in una
condotta forzata con un salto di una quarantina di metri.
Un
passaggio fondamentale avvenne negli anni ’60 quando il settore dell’energia
elettrica venne nazionalizzato e nacque l’Enel, monopolista nazionale.
Grazie
all’attivismo dell’onorevole Nicola Rinaldi, storico sindaco di Ussita, il
Comune riuscì ad evitare la nazionalizzazione della sua centralina ed a mantenere
anche la rete di distribuzione dell’energia elettrica su tutto il suo
territorio.
Nello
stesso tempo nel 1973 il sindaco Rinaldi fece costruire la centrale di San Simone
in località La Serra a monte di Capovallazza, dietro il Parco della Vittoria.

Questa
centrale sfrutta sempre le acque del fiume Ussita ma con un salto di ben 250
metri. L’opera di presa è ubicata nella Val di Panico a 1051 metri sul livello
del mare e una condotta orizzontale in pvc porta l’acqua al pozzo piezometrico
posto sopra il fabbricato e da qui parte una condotta forzata in acciaio che
convoglia l’acqua in centrale.
La
condotta venne eseguita dalla ditta del Cav. Alessio Paoletti di Camerino, mentre
la turbina venne realizzata dalla ditta Leitner di Vipiteno con una fusione
realizzata in Austria.
Questo
impianto era già capace di assicurare le necessità di energia dell’intero
territorio comunale ed è rimasto in funzione fino al 1991.
La
ruota della turbina è ora esposta sul piazzale antistante la centrale.
Nel
1982 lo Stato emanava la legge 308 per incentivare la produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili ed il sindaco Nicola Rinaldi presentava
all’allora Ministero dell’Industria la domanda per ottenere il contributo per la
costruzione di una nuova centrale a monte di San Simone che veniva chiamata
Sant’Angelo e per una a valle
chiamata Sant’Antonio.
La
prima con un salto di circa 90 metri e la seconda con un salto di circa 60.
Nello
stesso tempo un’altra domanda veniva presentata da Ussita, insieme ai comuni di
Visso e Castelsantangelo sul Nera, per costruire una centrale sul fiume Nera
chiamata San Placido con spese ed entrate ripartite tra i tre comuni.
Il
Ministero assegnò questi contributi ed il Comune all’inizio degli anni ’90
costruì la centrale di Sant’Angelo e
quella di Sant’Antonio sul torrente Ussita, nonchè quella di San Placido sul
fiume Nera.
Lo
sforzo finanziario per quel tempo fu notevolissimo anche perchè sotto il
monopolio Enel i prezzi di vendita dell’energia erano particolarmente bassi e
non remunerativi. Con l’occasione però oltre alle tre centrali nuove il Comune
di Ussita provvide al cambio delle macchine anche nella centrale di San Simone
e queste macchine sono ancora istallate nel fabbricato e sono state in
produzione fino al 2007 anche se nel corso della loro breve vita hanno subito una
serie di vicende che coinvolsero anche la centrale di San Placido, in
comproprietà con Visso e Castelsantangelo sul Nera.
All’inizio
del 2008 il Comune di Ussita ha sostituito nuovamente tutte le macchine della
centrale di San Simone e dopo il periodo di osservazione e collaudo durato
ormai già più di nove mesi la
inaugurazione ufficiale è stata effettuata a novembre 2008.
