Storia Ussita

Ussita prende il nome dall’omonimo torrente che nasce nella Valle di Panico, alle pendici del Monte Bove. Il territorio comunale si estende in un ampio anfiteatro delimitato dalla catena appenninica dei Monti Sibillini e dominato dal massiccio dolomitico del Monte Bove (2113 m.s.m.). Due colli ( Colle Carpegna e Castefantellino) si elevano all’interno dell’ampia conca e la dividono in tre vallate (Vallestretta, Vallazza e Calcara). Il Comune di Ussita è frammentato in varie frazioni sparse sul territorio: Sasso, Fluminata, Pieve, Vallazza, Capovallazza, Tempori, Vallestretta, Casali, Castelfantellino, Calcara, Sorbo, Frontignano, S. Placido. La storia di Ussita è strettamente legata a quella delle vicine città di Visso e di Castelsantangelo con le quali per molti secoli costituì un’unica comunità. La leggenda fa risalire le origini di questi insediamenti attorno al 1000 a.C. allorché alcuni pastori Sabini ed in particolare Umbri risalirono la valle del Nera alla ricerca di pascoli primaverili ed estivi per il bestiame e costruirono un piccolo villaggio alla confluenza dell’Ussita nel Nera (Visso). Questa leggendaria origine trae le sue fondamenta dalla circostanza che la pastorizia è sempre stata la maggior fonte di reddito delle popolazioni locali, raggiungendo il massimo fulgore nel secolo XIX quando l’ottima qualità della lana delle pecore di razza sopravissana fece si che i prodotti tessili creati con la stessa fossero particolarmente ricercati ed apprezzati. Il Comune di Visso, costituito attorno al 1250, appartenendo all’epoca al Ducato di Spoleto, era diviso in cinque distretti (Guaite): 1) Guaita Plebis (Visso), 2)Guaita Uxitae (Ussita), 3)Guaita Montea (Castelsantangelo), 4)Guaita Pagese (Macereto e Cupi), 5) Guaita Villae (Villa S: Antonio). Le Guaite, pur facendo parte del più ampio territorio comunale, fruivano di autonomia amministrativa, di un proprio ordinamento militare e di una rappresentanza propria che si esplicava attraverso il Consiglio dei “Massari” i cui atti venivano legalizzati dal Cancelliere “Castellano”, rappresentante del Comune. Questo tipo di organizzazione sociale determinò attraverso i vari secoli frequenti motivi di contrasto tra le Guaite, causati per lo più dall’imposizione di onerose gabelle a carico delle Guaite ed a vantaggio del Capoluogo; contrasti che furono all’origine di aspre lotte e ribellioni, da parte in particolare delle Guaite di Ussita e di Castelsantangelo , che alimentarono con il passar del tempo una crescente aspirazione alla separazione ed all’indipendenza comunale da parte di quest’ultime. Nel 1880, con Regio Decreto dell’11 gennaio, i beni patrimoniali di Ussita e di Castelsantangelo vennero divisi da quelli di Visso. Il 29 giugno 1913, a seguito di un disegno di legge presentato dai deputati C. Silj e Ciappi nel 1908, fu votata dal Parlamento la costituzione dei due nuovi Comuni. Di seguito si riportano i più salienti fatti storici che hanno interessato nel corso dei secoli il Comune di Visso e le sue Guaite:
  • Anno 1313: i Vissani entrati nella lega Ghibellina capitanata da Federico I di Montefeltro si ribellano al Rettore Pontificio del Ducato di Spoleto; successivamente (1316) vennero sconfitti dalle truppe Camerinesi e nuovamente sottomessi al Duca di Spoleto.
  • Anno 1354: Innocenzo VI concesse il vicariato di Visso a Rodolfo II Varano.
  • Anno 1433: Piergentile Varano, nipote di Rodolfo II e Governatore di Visso, venne imprigionato e condannato a morte dal Card. Giovanni Vitelleschi, Legato della Marca, a seguito della denuncia dei fratelli di battere moneta falsa.
  • Anno 1434: le truppe del Cardinal Vitelleschi e dei fratelli Varano tentano di conquistare Visso dove si è rifugiata la moglie di Piergentile (Elisabetta Malatesta) insieme ai figli Costanza e Rodolfo. Dopo un lungo assedio la rocca venne espugnata ed Eleonora Malatesta insieme ai figli venne portata prigioniera a Camerino.
  • Anno 1434: Corrado Trinci, signore di Foligno, conquistò Visso ma dopo solo un anno ne restituì il governo alla Santa Sede. Subito dopo i Vissani elessero loro Signore il Conte Francesco Sforza, capitano del Duca di Milano, Filippo Maria Visconti.
  • Anno 1443: Visso viene espugnata dalle truppe pontificie capitanate da Alfonso di Aragona e torna sotto la giurisdizione della Santa Sede che ne affidò l’amministrazione a vari cardinali legati.
  • Anno 1513: il Pontefice nominò Governatore di Visso Giovanni Maria Varano, duca di Camerino, quindi la reggenza passò alla vedova Caterina Cibò, e di seguito ad Ottavio Farnese ed al cardinale di Trento Cristofaro Madruzzi.
  • Anno 1567: Visso viene eretta a sede di governo alle dirette dipendenze dell’autorità pontificia Umbra e con tale forma di governo arriverà sino all’unità d’Italia.
Ritornando alla storia specifica di Ussita i documenti rilevano come la stessa fosse la più importante e più organizzata delle Guaite Vissane, sempre pronta a difendere i propri diritti e privilegi di origine feudale sia nei confronti del Capoluogo che delle altre Guaite, ma costantemente fedele al Comune nella difesa del territorio dalle mire espansionistiche dei paesi limitrofi. La costruzione del Castello, avvenuta nel 1380 sul colle (Castelfantellino) al centro della conca ussitana, diede alla Guaita di Ussita una grande sicurezza ed importanza sia come caposaldo difensivo dell’intero territorio comunale sia per la protezione che offriva alla popolazione locale che vi si rifugiava in occasione di attacchi nemici. Attualmente sui ruderi del Castello è stato costruito il Cimitero. Bibliografia:
  • L. Fumi: L’Archivio della città di Visso – Roma 1901
  • P. Pirri: Ussita, notizie storiche – Roma 1920
  • A. Venanzangeli: Visso e l’alto Nera – Roma 1972
  • P. Pirri: L’archivio del castello di Ussita – Isola del Liri 1932
  • L. Fiorelli: Ussita, terra di uomini illustri – Roma 1962